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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, qualche suggerimento per la lettura – “L’isola del dottor Moreau” di H.G. Wells

E-book “L’isola del dottor Moreau” di H. G. Wells

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Il tremulo palpitar puntiforme degli argentei riflessi delle stelle sul manto increspato dalle onde del mare rischiarava la buia e tersa notte. Il barlume del firmamento creava giochi di tenue nitore tra i bianchi scogli mentre la stella vespertina troneggiava con un giallastro scintillio sugli altri lumi dello zodiaco. Ad occidente il promontorio era una barriera per la vista, mentre sul versante opposto la costa declinava dolcemente fino ad aprirsi verso la spiaggia sabbiosa che pallida appariva sotto alla fievole luce della volta celeste. Edward Prendick ansimante stava emettendo un sottile fischio cercando di riprendere fiato. Una corsa disperata verso la casa in cui era ospite era l’unico suo pensiero dopo i momenti di terrore appena passati. Si trovava sull’isola di Moreau… si trovava da qualche giorno nell’ “inferno”. La sera aveva ceduto il passo alla notte, l’ultima luce si era spenta all’orizzonte nel mare da poco mostrando quel luogo, che dapprincipio poteva apparire solo come strano, in tutto il suo orrore. Alla quasi normalità delle ore diurne si era sostituita la mostruosità delle tenebre, la Legge si era andata ad affievolire lasciando spazio alla bestialità istintiva di orride creature. Egli era stato appena inseguito da uno strano essere dalle sembianze più animalesche che umane, nel quale si era imbattuto qualche minuto prima mentre “la bestia” stava lappando l’acqua in una sorgente d’acqua, ma che era riuscito a scacciare lanciandogli un sasso sulla fronte. Ormai era vicino al recinto di quell’abitazione e i suoi due inquilini, il dottor Moreau, un anziano biologo dai capelli argentei e dallo sguardo imperturbabile, e il suo assistente Montgomery, un uomo dai capelli giallastri, da circa mezz’ora si erano accorti della sua assenza. Strane creature abitavano quella terra, alcune con le sembianze quasi umane ma animalesche nello sguardo e nelle movenze, altre più rassomiglianti ad animali che ad esseri umani, altre ancora… storpie nel fisico e spaventose nell’atteggiamento a tal punto da sembrare dei mostri. Per quale motivazione Prendick si trovava in quel luogo isolato dal resto del mondo  e quale destino lo attenderà?

“Ardore, istinti, desideri che nuocciono all’umanità, si trovano in un serbatoio nascosto che trabocca improvvisamente e inonda l’essenza intera dell’individuo con la collera, l’odio o il timore”. Queste alcune delle giustificazioni su cui si basavano le strane teorie del biologo e vivisezionista Moreau, un genio privo di scrupoli, che pur di raggiungere il suo scopo, quello di rendere le bestie umane condizionandole anche nel comportamento e di far progredire la scienza, non si preoccupava dell’eticità e della moralità delle sue sperimentazioni, non si interessava della sofferenza afflitta alle sue cavie e delle conseguenze che si sarebbero potute verificare. Uno scienziato che si poneva davanti alle sue creature come un “uomo dio”, ma non essendo Dio, quindi la perfezione, era destinato a soccombere a causa dei suoi esperimenti che volevano quasi raggiungere e sfidare Dio nella creazione. Sperimentazioni portate avanti senza amore, senza moralità, ma con una fredda asetticità. Il suo assistente, il dottor Montgomery, ormai lo seguiva nella sue amoralità dando prova di una totale assenza di carattere, obnubilato spesso nella mente dal vizio dell’alcool. Invece Prendick, uomo istruito ma non un genio e dotato di bontà, razionalità e spirito di adattamento, comprese da subito il pericolo in quell’isola e l’atrocità delle conseguenze a cui potevano condurre quegli esperimenti. Un romanzo che parte dalla scia lasciata dai romanzi gotici e del terrore di Edgar Allan Poe e si sviluppa nel genere fantascientifico. Un componimento narrativo scritto da H.G. Wells nel 1896, ma sempre più attuale per le critiche di interesse sociale in esso contenute. In un mondo dove l’ingegneria genetica ha fatto grandissimi passi avanti rispetto al passato ipotizzato dallo scrittore, i rischi espressi in questo libro sono sempre più possibili. Pericoli che dovrebbero essere temuti dagli scienziati e dalla classe dirigente, non solo per evitare che si creino esseri metà umani e metà animali (non animali umanizzati come quelli descritti nel romanzo), ma anche umani robotizzati e umani ridotti a bestie dalla privazione della loro componente spirituale, del pensiero, dei sentimenti, della dignità e di un’istruzione razionale e riflessiva che non si fermi al mero nozionismo settoriale, ma che sia capace di destare con sempre maggiore intensità la coscienza umana. Esseri che si potrebbero rivelare sempre più manovrabili apparentemente, ma sempre più imprevedibili nelle loro reazioni dominate solo dall’istinto.

(FM, ’18)

Bibliografia

E-book pdf “L’isola del dottor Moreau”

“L’isola del dottor Moreau” (Wikipedia)

H. G. Wells (Wikipedia)

Recensione del libro “L’isola del dottor Moreau”