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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, qualche suggerimento per la lettura – “La dama (o donna) di picche” di Aleksandr Puškin

L’anziana contessa Anna Fedotovna aveva esalato l’ultimo respiro ormai da 3 giorni nella sua stanza a Pietroburgo durante una fredda notte. Era giunto il giorno del suo funerale. Tutti i famigliari e l’aristocrazia russa a lei legata stavano seguendo la cerimonia. L’ufficiale del Genio Ghermann si decise ad avvicinarsi alla bara. Con un inchino si prostrò verso il freddo pavimento cosparso da rami d’abete. Un pallore cadaverico contrassegnò improvvisamente il suo volto. Salì i gradini del catafalco e si prostrò verso la defunta. Gli sembrò che la morta lo guardasse e gli avesse strizzato l’occhio con uno sguardo irrisorio. Spaventato cadde e rimase per terra per qualche istante. Tornò a casa e si addormentò profondamente fino alle tre meno un quarto, momento in cui si destò e ebbe un’apparizione: l’anziana donna nel suo bianco abito funebre gli si avvicinò rivelandogli, nonostante fosse lui ad aver cagionato la sua morte involontariamente e di nascosto, il segreto da lui tanto desiderato.

“Sono venuta da te contro la mia volontà” diss’ella con voce ferma “ma mi è stato comandato di esaudire  la tua richiesta. Il tre, il sette e l’asso vinceranno in fila per te, ma a patto che tu non metta più di una carta al giorno, e che poi tu non giochi più per tutta la vita. Ti perdono la mia morte a patto che tu sposi la mia protetta Lizavjeta Ivanovna…”. (Tratto da “La dama di picche,  Aleksandr Puškin)

Ghermann, un giovane uomo calcolatore e razionale, aveva sempre tenuto prima di allora una condotta apparentemente ineccepibile, così da evitare il gioco, anche se ne era attratto, in quanto non era

“in condizione di sacrificare il necessario nella speranza di acquistare il superfluo”.

Finalmente l’ufficiale era venuto a conoscenza di quel segreto dal “fantasma” dell’anziana signora, a quest’ultima rivelato anni e anni addietro da un conte dedito all’occultismo e alla magia; segreto per il quale aveva progettato trame oscure al fine di impossessarsene. Ben presto si decise a giocare le tre carte, con l’amara comparsa alla terza giocata della donna di picche che sembrò sorridergli strizzandogli l’occhio e facendogli perdere ogni suo guadagno.

“Tre, sette, asso! Tre, sette donna!…” :

queste furono le parole che lui continuò a ripetere nell’ospedale psichiatrico in cui fu internato dopo la sconfitta. Di quali colpe si era macchiato anche nella sua vita antecedente all’incontro con la contessa? Che lezione voleva dargli la defunta? Quali sorti toccarono ai personaggi del breve racconto che furono mossi dal sentimento piuttosto che dal freddo ragionamento?

Murales del 2008 ispirato al racconto

Murales del 2008 ispirato al racconto

“La donna di picche”o l’undici di picche, aveva condotto Ghermann (che può essere collegato al fante di picche, ovvero al dodici) davanti a una prova da superare attraverso la meditazione che avrebbe dovuto fargli comprendere il senso della vita e, quindi, portarlo o a una redenzione dagli sbagli passati e alla vera vincita (ovvero non solo quella di onorare le richieste fatte dalla defunta ma anche quella di non abbandonare il lavoro e la vita che conduceva per “buttare” tutto in tre giocate) o alla perdita beffarda data dalla comparsa dell’undici di picche. Una via che avrebbe dovuto percorrere lasciando un po’ da parte il mero calcolo e il lato materiale dell’esistenza, e affidandosi anche un po’ al destino, ma seguendo la via dello spirito e del sentimento. Una duplice scelta da prendere munito del libero arbitrio. Una duplice vittoria iniziale prima della sua sconfitta dovuta principalmente al suo venir meno al “volere implicito” contenuto nella proposta della “dama di picche”.

L’artista che ha realizzato il murales, invece, sembra voler trarre conclusioni simili utilizzando significati tipici della cartomanzia. Il fante di picche (ufficiale del Genio), simbolo, in questo caso,  di individualismo, è posto davanti a una scelta dalla donna di picche (durante l’apparizione dell’anziana donna ormai morta la duplice scelta è sottintesa), che forse vuole rappresentare, in questo contesto, una donna mossa dal sentimento di vendetta.

Realismo e irrealismo si fondono in questo racconto dalla prosa limpida ed essenziale. I suoi personaggi sono descritti in modo minuzioso e reale, mentre una dimensione fantastica e non evidente agli umani sensi si apre per svelarne il significato più nascosto. “La dama di picche” è, forse, uno dei romanzi più belli dello scrittore Aleksandr Puškin, un’opera il cui contenuto è intriso di tratti gotici, tanto apprezzati in quel periodo, e tendente al romanticismo tedesco, ma con la forma pervasa dall’impalpabile ironia tipica di Puškin. I significati sono spesso volutamente sottintesi (come avvolti da una suggestiva nebbia) dall’autore che era un appassionato studioso di numerologia (intesa nell’accezione dei vari significati attribuiti ai numeri) e di Cabala. Il racconto, pubblicato nel 1834, ha avuto varie trasposizioni cinematografiche e musicali, tra le quali l’omonima opera di Tchaikovsky del 1890. 

(FM, ’18)

“La donna di picche” Ebook pdf

dama-di-picche

Bibliografia

“La dama di picche” (Wikipedia)

Aleksandr Puškin (Enciclopedia Garzanti)

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“Significato del numero 11” (Numerologia)

“La dama di picche” (ilruoloterapeutico)

La donna di picche in cartomanzia

Il fante di picche in cartomanzia