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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, L’ENIGMA CONTENUTO NEL TITOLO DEL BLOG

L’acronimo B2C (Business to Consumer) è utilizzato in economia per indicare le relazioni che un’impresa commerciale detiene con i suoi clienti per le attività di vendita e/o di assistenza. Inoltre, questa sigla viene utilizzata soprattutto per indicare il commercio elettronico. In prima istanza potrebbe apparire non inerente ai temi trattati su questo blog. Invece la peculiarità del titolo giace, forse un po’ nascosta da una scorsa veloce, proprio in questo utilizzo che sembra apparentemente non appropriato. Si è voluto quindi far proprio un acronimo per inserirlo in un’altro contesto e dare alla frase un significato diverso dal suo comune utilizzo. Lo stesso vale per il vocabolo “cosmopolitans” che, introdotto in questo sfondo, non vuole significare “cosmopolita/i” nell’accezione moderna del termine, ovvero, per rendere meglio il senso, quella di “pecoroni cosmopoliti spersonalizzati e acefali”, ma vuole indicare semplicemente che tutti i libri, ovvero la cultura NON standardizzata ma rappresentativa di ogni paese, dovrebbero poter essere accessibili a tutti i cittadini del mondo (Books to Cosmopolitans) ed essere la base principale di una convivenza pacifica tra nazioni. Un cosmopolitismo, quindi, inteso più nel senso kantiano del termine, un cosmopolitismo che è l’antitesi di quello moderno.

MI PROPONGO PROSSIMAMENTE DI APPROFONDIRE LA SPIEGAZIONE, legandola sia all’evoluzione storica del termine cosmopolita sia ad alcuni principi costituzionali.

Qualora la sottigliezza del titolo dovesse essere non ben compresa, si potrebbe semplicemente cambiare il vocabolo “cosmopolitans” con “citizens”: il significato rimarrebbe inalterato.

(FM, ’18)