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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, curiosità e misteri – “Ecco la motivazione per cui le tempeste di sabbia sono chiamate haboobs in Arizona”

Una coltre dal color cangiante, dall’ocra, al grigio fino al rosso mattone, avanza freneticamente circondando con la sua furia di sabbia tutto ciò che incontra sul suo percorso. Come un muro impenetrabile appare in lontananza. 10 luglio 2018, l’haboob colpisce ancora l’Arizona.

Molti sono stati i fenomeni di questo genere che hanno gravato la regione negli anni passati. Il nome fu utilizzato da alcuni scienziati nel 1971, i quali ripresero un termine già usato in Sudan per riferirsi, appunto, alle tempeste di sabbia che si verificavano (e si verificano tuttora) principalmente nella zona compresa fra il Lago Ciad e il Sudan nord-orientale, nel periodo estivo. Durante la sua formazione, il vento si muove in direzioni diverse da quelle in cui essa avanza. La sua durata varia tra 10 minuti e 30 minuti, ma eccezionalmente può arrivare anche a un’ora. Non appena collassa e inizia a rilasciare le precipitazioni, la direzione del vento si inverte e generalmente le raffiche prendono la stessa direzione della tempesta. Quando la turbolenza di aria calda raggiunge il terreno, alza i piccolissimi sedimenti e si forma la nuvola di polvere che può raggiungere 100 km di ampiezza e molti km di altezza, mentre le raffiche possono raggiungere anche i 100 km orari. La pioggia accompagna questo fenomeno e può contenere quantità elevate di polvere.

(FM, ’18)

Bibliografia

Haboob (Wikipedia)

Haboob (azcentral.)