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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, curiosità e misteri – “Il rotoscopio”

Il filmato prende vita dal reale “incatenandolo” in un fumetto animato. Tangibile e intangibile si sfiorano, si accarezzano in una danza aritmica e cedono il passo l’uno all’altro seguendo il sentiero delle menti. Una nuova dimensione si rivela attraverso la finestra visiva che ne delinea gli effimeri confini. Un susseguirsi dirompente, a cadenza intervallata, di figure disegnate e di immagini riprese dal vivo si svela alla vista: il video musicale della canzone “Take on me” ben esemplifica la tecnica del rotoscopio, un metodo che dona sensibilità all’illustrato, anche attraverso l’amorevolezza trasmessigli dai suoi disegnatori e dai suoi spettatori, liberandolo in tal modo dai vincoli dell’irreale.

Gli animatori, a partire dalle prime decadi del ‘900, non mancarono di utilizzarla, in quanto attraverso essa riuscivano a rendere il movimento dei loro personaggi più sinuoso e sciolto, similare a quello degli esseri viventi.

Il procedimento fu inventato da Max Fleischer che lo utilizzò per la prima volta nella serie “Out of the inkwell” e, successivamente, nel disegno animato “I viaggi di Gulliver” e nel famoso cartone “Betty Boop”.

In seguito, Walt Disney e i suoi collaboratori impiegarono il rotoscopio in alcune delle loro opere a partire dal film animato “Biancaneve e i sette nani” del 1937.

La tecnica consiste nel girare delle scene riprendendo degli attori. In seguito ogni fotogramma del video viene proiettato su una lavagna sulla quale l’artista ricalca la sagoma dell’attore in quella determinata posa e, poi, completa il personaggio. Questa operazione viene ripetuta per tutti i fotogrammi successivi in modo da ricostruire, alla fine, un’animazione dai movimenti reali.

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Ma la tecnica del rotoscopio non venne utilizzata solo nel campo della mera animazione, ma anche in quello dei film, come, ad esempio, Star Wars IV, V e VI, al fine di creare le lame delle spade laser o per far volare la macchina di Luke Skywalker.

Ancora ricordiamo film d’animazione quali “Wizards” (1977) e “Il signore degli anelli” (1978). Venne anche usato per creare alcuni frames delle animazioni del protagonista del videogioco Prince of Persia (1989), in serie televisive come Flash Gordon e He man, e nel video musicale della canzone “Yellow Submarine” dei Beatles.

In Unione Sovietica fu uno degli elementi del realismo socialista e fu impiegato, tra la fine degli anni trenta e gli anni cinquanta, per creare film tratti da racconti di ispirazione popolare, come ad esempio “The night before Christmas” (1951) o “La favola del pesce e del pescatore” di Aleksandr Puškin. Ma soprattutto dopo gli anni sessanta del novecento i disegnatori fecero largo uso di tale tecnica.

Oggigiorno per ricrearne l’effetto vengono utilizzati programmi per PC come il software Adobe AE.

(FM, ’18)

Bibliografia