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B2C, BOOKS TO COSMOPOLITANS / Il blog di Umberto Martino

B2C, curiosità e misteri – “Ambaradan, un vocabolo nato da un genocidio”

Ambaradan: “etimo incerto, ma probabilmente da connettere con Amba Aradam, massiccio montuoso dell’Etiopia presso il quale, nel 1936, ebbe luogo un’importante battaglia della guerra italo-etiopica conclusasi con la vittoria italiana” (vocabolario della lingua italiana Treccani online). Per quanto concerne il suo significato può assumere due sfumature differenti. Con una definizione si vuole indicare “una situazione confusa e caotica, baraonda”; mentre, considerando l’altra spiegazione, il termine è utilizzato per indicare un’ “attività molto complessa, la guida della quale richiede impegno e notevoli capacità organizzative” (vocabolario della lingua italiana Treccani online).

Sul lato orientale del Centrafrica, massicci montuosi a forma di tronco di cono si ergono circondati alle loro sponde da bassure. Le loro vette livellano punti di ugual quota: le isoipse dalle altezze omogenee che si aggirano intorno ai mille metri. I tavolati e le ambe si elevano tra i solchi d’erosione pervadendo l’ambiente di un bruno color tendente al carminio punteggiato da piccole macchie di flora di un verde cupo. Le alture sono collegate tra loro da dorsali dentellate la cui angusta larghezza è accentuata e costeggiata da fianchi assai ripidi e scoscesi. L’assidua opera erosiva dei monti ha scanalato profonde fratture ingombre di antichi e recenti materiali vulcanici, varianti dal grigio pomice all’intenso e opaco nero dell’onice. Solfatare, fumarole e sorgenti termali, compaiono qua e là all’interno dei profondi canaloni, ricordando al visitatore l’attività vulcanica presente nella regione.

Tra questi rilievi montuosi il più noto è l’Amba Alagi in quanto ricorda due nostre disfatte: quella del maggiore Toselli nel 1895 e quella del duca d’Aosta nel 1941. L’Amba Aradam, invece, è noto per un grande successo del generale Pietro Badoglio. Era il 10 febbraio 1936. L’esercito italiano, composto principalmente da soldati regolari e da volontari delle camicie nere, lanciò il primo attacco della battaglia di Amba Aradam. Negli scontri dei giorni successivi furono coinvolte anche delle tribù mercenarie, che però passarono da una fazione all’altra a seconda della cifra offerta. Per quest’ultima motivazione, non si riusciva a capire contro chi si stesse combattendo: era tutto un ambaradan! Il termine ambaradan venne utilizzato successivamente dai superstiti nei loro racconti sulla battaglia per indicare lo stato confusionale nel quale si erano trovati. Il 15 febbraio lo scontro si risolse a favore degli italiani per via dell’utilizzo dell’iprite, un gas proibito della Convenzione di Ginevra del 1928, che venne rilasciato a bassa quota dall’aviazione italiana.

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Molteplici sono gli effetti devastanti dell’iprite, tra questi causa infiammazioni, vesciche e piaghe, agisce anche sulle mucose oculari e sulle vie polmonari in quanto distrugge le cellule con cui entra in contatto. I soldati e i civili contaminati soffrirono pene atroci prima di morire. Migliaia furono i decessi. Mentre i soldati spararono proiettili all’arsina e al fosgene, due sostanze considerate altamente tossiche. Nel luglio del 1936 l’imperatore deposto, Hailé Selassié, denuncia l’infrazione all’assemblea della Società delle Nazioni. L’Italia riconoscerà le sue colpe solo nel 1996. Ambaradan: un vocabolo nato da un genocidio simbolo di un colonialismo di breve durata e, tutto sommato, inconcludente.

(FM, ’18)

Bibliografia

Ambaradan (vocabolario Treccani online)

Geografia Etiopia (Wikipedia)

Battaglia di Amba Aradam (Wikipedia)

L’Amba Aradam (Anziani)

Ambaradan (lastampa)